STORIA DEI PAPI

da S.Pietro ad oggi

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Simone detto Pietro

petrus

Simone il pescatore, il discepolo di Cristo che compare più volte nei momenti più importanti dei Vangeli. Nel Nuovo Testamento viene menzionato 51 volte Simone, 9 volte Cefa e 154 volte Pietro. Cefa e Pietro significano “pietra, roccia” in armeno e greco, a ricordo delle parole di Gesù: “Su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli.” (Matteo 16-18-19). La scrittura non parla esplicitamente della possibilità che il ruolo speciale di Pietro venga trasmesso a un successore; tuttavia, se tale eventualità non fosse stata contemplata, risulterebbe difficile spiegare l’interesse constante per la sua figura espresso nei Vangeli e negli Atti, tutti testi a lui postumi. Nulla sappiamo di come e quando compì la sua missione a Roma. Rimase in Palestina fino alla persecuzione di Erode Agrippa, nel 44, che lo costrinse ad abbandonare Gerusalemme, ma tornò dopo la morte del re. In seguito si recò ad Antiochia dove pronunciò il famoso discorso sul comportamento da tenere con i pagani convertiti. Sappiamo quando Pietro si trova a Roma dalla lettere cui trasmette in Oriente i saluti della “Chiesa riunita di Babilonia”. La prima testimonianza esplicita offerta dalla storia risale all’anno 95, circa trenta anni dopo la sua morte. Clemente Romano, nella sua Lettera ai Corinzi, ricorda il tempo in cui “Pietro e Paolo stavano con noi”, un dato che sarà confermato da Ignazio di Antiochia nel 108, da Ireneo nel 180 e da Tertulliano nel 200. Pietro morì probabilmente a Roma nel periodo compreso tra l’incendio del 64 e la morte di Nerone nel 68: secondo la tradizione la data del suo martirio è il 29 giugno del 67. Tutto quello che sappiamo sulla Chiesa di Roma dei cento anni successivi conferma l’immagine di una cristianità che, pur sentendosi Chiesa, era composta da diverse comunità autonome che si riunivano in case private per celebrare i propri riti, e che erano dirette da anziani o presbiteri: erano i presbiteri a guidare il governo effettivo della comunità romana. Chi sono allora questi Lino, Anacleto, Clemente, Evaristo, Alessandro, Sisto, Telesforo, Igino e Pio che compaiono nelle leste dei Vescovi di Roma come primi successori di Pietro? Non lo sappiamo con certezza. Sicuramente non erano vescovi unici della città, dato come – come abbiamo detto – il Governo era collegiale, ne sono nomi inventati. E’ molto probabile che quando la Chiesa si rese conto del valore del concetto di successione apostolica si sia cominciato a compilare liste di Vescovi per ogni diocesi e che per Roma si sia scelto di volta in volta il nome più rappresentativo per ogni epoca a partire dal primo secolo. Di fatto, di nessuno di loro abbiamo concrete notizie.

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