I PAPI DA COSTANTINO ALLA FINE DELL’EPOCA ROMANA
DA SAN MELCHIADE (311) A SAN GREGORIO I, IL GRANDE (311 -604)
Costantino
Flavio Valerio Costantino era figlio bastardo di Costanzo Cloro che l’aveva avuto da Elena, una cameriera orientale diventata sua concubina. Il 27 Ottobre 312 dopo Cristo i due maggiori aspiranti al trono, Costantino e Massenzio, si trovarono di fronte coi loro eserciti, una ventina di Km a nord di Roma. Costantino con abile manovra da stratega inchiodò Massenzio vicino al Tevere, poi guardò il cielo e più tardi raccontò allo storico Eusebio di aver visto apparire una croce fiammeggiante che recava iscritte queste parole: “In hoc signo vinces” In questo segno vincerai (tradotto in Italiano). Quella stessa notte mentre dormiva (forse disturbato da cattiva digestione : questa è una Nostra illazione! Il lettore la prenda col beneficio dell’inventario!) una voce gli rimbombò negli orecchi che lo esortava a segnare la Croce di Cristo sugli scudi dei legionari. All’Alba ne diede l’ordine ed al posto del vessillo fece innalzare un labaro (insegna) che portava una croce intrecciata con le iniziali di Gesù. Era la prima volta che si combatteva una guerra in nome della religione. Ma fu la croce che vinse. Non era finita, perché restavano ancora Licinio e Massimino. Col primo Costantino si incontrò a Milano nel 313 d.C. e il risultato di quell’intervista fu la spartizione dell’impero fra i due Augusti e la compilazione del famoso Editto che proclamava la tolleranza della Stato per tutte le religioni e restituiva ai cristiani i beni sequestrati nelle ultime persecuzioni.
Massimino morì, Licinio sposò la sorella di Costantino, e per un momento sembrò che i due imperatori potessero dar vita a una pacifica Diarchia. Ma l’anno dopo erano già ai ferri corti. Costantino battè in Pannonia un esercito di Licinio, che si vendicò coi cristiani d’Oriente ricominciando le persecuzioni ai loro danni. Costantino non si era ancora ufficialmente convertito ma i cristiani vedevano ormai in Lui il loro campione e costituivano certamente la schiacciante maggioranza di quell’esercito di 130.000 uomini che sotto il suo comando mosse contro i 160.000 difensori del paganesimo agli ordini di Licinio. Prima ad Adrianopoli poi a Scutari Costantino vinse. Licinio si arrese ed ebbe salva la vita, che però gli fu tolta l’anno dopo. Nel segno di Cristo si riformò un Impero che di Romano ebbe soltanto il nome. Ma i Cristiani che fine avevano fatto? Dove erano andati a finire? I cristiani erano ancora a Roma: dapprima poche centinaia, poi poche migliaia di persone, quasi tutti ebrei, raccolti nelle loro piccole ecclesiae, con una dottrina ancora alla stato fluido in mezzo all’indifferenza dei “gentili”. Queste sparse cellule erano unite dalla credenza che Gesù fosse il Figlio di Dio, che il suo ritorno, fosse immniente per stabilire sulla terra il Regno del Cielo, e che la fede in Lui sarebbe stata compensata col Paradiso. Ma già grossi dissensi erano cominciati a sorgere sulla data del Ritorno. Qualcuno lo vide annunziato dalle calamità che si abbatterono sull’Impero; Tertulliano disse che c’era da aspettarselo dopo la caduta di Roma, la quale sembrava così imminente che un Vescovo di Siria partì addirittura con i suoi fedeli verso il deserto sicuro d’incontrarvi il Signore; Barnaba proclamò che ci volevano ancora mille anni. Solo molto più tardi trionfò la tesi di Paolo di Tarso che trasferiva definitivamente nel mondo ultraterreno il Regno del Signore. Ma c’erano altri punti della dottrina che minacciavano di provocare vere e proprie eresie. Celso, il più vecchio dei polemisti anticristiani, aveva scritto che la nuova religione era divisa in fazioni, e che ogni cristiano vi costituiva un partito adattandola a talento suo. Ireneo di queste fazioni ne contava una ventina. Occorreva dunque un’autorità centrale che distinguesse irrevocabilmente quello che era giusto da quello che era falso. La prima decisione da prendere che fu dibattuta per due secoli fu quella sulla SEDE. La nuova religione era nata a Gerusalemme; ma Roma aveva dalla sua le parole di Gesù: “Tu sei Pietro , e su questa pietra io costruirò la mia Chiesa” E Pietro era venuto a Roma. A decidere, più che gli argomenti, fu la circostanza che il mondo si dominava da Roma, non da Gerusalemme. Tertulliano assicurò che Pietro morendo aveva affidato le sorti della Chiesa a Lino. Ma il primo sicuro successore è il terzo, Clemente, di cui ci resta una lettera vergata con piglio autorevole agli altri vescovi. I Cristiani cominciarono a riunirsi sempre più frequentemente nei Sinodi, e furono questi Sinodi i supremi arbitri di quella religione cristiana che si chiamò cattolica in quanto universale. Il termine di Papa divenne esclusivo del Supremo Pontefice che solo dopo quattro secoli, durante i quali esso veniva dato a tutti i vescovi per contrassegnare la loro parità. Con questa prima e rudimentale organizzazione, la Chiesa combattè la sua guerra su due fronti: quello esterno dello Stato e quello interno delle eresie.



