I PRIMI VESCOVI ROMANI CONOSCIUTI.
LINO (67-78)
Primo successore di San Pietro, fu San Lino, nativo di Volterra. Mandato dai suoi parenti a Roma, Lino poté udire la predicazione del Vangelo, allora iniziata dal capo degli apostoli, e divenne un fervido cristiano. Le virtù, il sapere e lo zelo del discepolo indussero S. Pietro a consacrarlo sacerdote e a sceglierlo a compagno per le sue peregrinazioni apostoliche. Secondo la tradizione della Chiesa, Pietro ordinò Lino quando si recò a Gerusalemme a presiedervi il primo concilio, e lo lasciò a Roma quale suo vicario. Ritornato a Roma, Pietro affidò a Lino un’importante missione nella Gallia, dove il vescovo fece numerosi proseliti, mediante un’attiva e fervida propaganda della religione di Cristo.
Scoppiata poco dopo la persecuzione di Nerone, Lino ritornò a Roma per aiutare gli apostoli Pietro e Paolo, e quando questi furono imprigionati, li sostituì nel reggere la Chiesa romana. Accompagnò probabilmente al martirio il Maestro, e dopo la morte di lui, aiutato da San Marcello e da altri fedeli, ne curò la sepoltura.
Vuole la tradizione che per timore che la Chiesa rimanesse priva di un capo in quei tempi calamitosi, S. Pietro avesse nominati Lino, Cleto, Clemente e Anacleto quali suoi successori nel pontificato, l’uno in mancanza dell’altro. Lino, pertanto, successe a Pietro in quello stesso anno (67), e durante il suo pontificato si svolsero avvenimenti importanti, quali la morte di Nerone, la distruzione di Gerusalemme e la dispersione degli Ebrei, molti dei quali si convertirono alla fede cristiana.
Si attribuiscono a S. Lino molti miracoli, e si vuole che appunto in seguito a un miracolo giudicato offesa agli Dei, egli sia stato imprigionato e poi decapitato. (Fonte: Tutti i papi.it)
CLETO (78-90)
Secondo l’ordine cronologico generalmente seguito, Cleto fu il successore immediato di Lino. Ma in alcune cronologie, Clemente è messo prima di Cleto, che vien confuso con Anacleto, quinto papa secondo gli Annuari pontifici. Noi ci atterremo a questi, che registrano Cleto e Anacleto come due personaggi distinti.
Cleto governò la Chiesa per 12 anni e vide rinnovarsi la persecuzione contro i cristiani.
Nato a Roma e discepolo egli pure di S. Pietro, molto fece per la diffusione della fede cristiana mentre era in vita il capo degli apostoli e durante il pontificato di S. Lino. Fra gli atti che gli si attribuiscono è la divisione della città di Roma in 25 rioni, a ciascuno dei quali prepose un sacerdote, o un diacono, con l’incarico di rispondere ai bisogni spirituali ed anche temporali dei fedeli. Secondo la tradizione egli attendeva alacremente alla propagazione del vangelo, in Roma e fuori di Roma, quando Domiziano iniziata la seconda persecuzione dei cristiani, ordinò che il capo di questi fosse cercato e messo a morte. Si deve però notare che il martirio di S. Cleto e l’avvento di S. Clemente vengono registrati nell’anno 90, mentre, secondo la storia, la persecuzione ordinata da Domiziano fu iniziata nell’anno 93.
Figlio di un Faustino, senatore romano, San Clemente fu eletto a governare la Chiesa dopo il martirio di S. Clero. Istituì i notai, ovvero scrivani, i quali dovevano aver cura di scrivere diligentemente i fatti dei martiri e tutto ciò ch’essi dicevano davanti ai loro giudici e agli imperatori.(Fonte: Tutti i Papi.it)
CLEMENTE (90-100)
Durante il pontificato di S. Clemente, avvenne lo scisma di Corinto, nella quale città i cristiani, ricusando di obbedire all’autorità del pontefice, pretesero di eleggersi a loro talento i sacerdoti. Il pontefice allora inviò ai Corinzi un’epistola che viene considerata come un importante monumento dell’antichità cristiana, e che bastò, dicesi, a far cessare lo scisma.
Iniziata dall’imperatore Traiano la terza persecuzione dei cristiani, S. Clemente, al quale si vollero usare dei riguardi perché apparteneva ad una famiglia patrizia, fu invitato con promesse e minacce ad abbandonare la sua sede: ma inutilmente. Allora venne condannato all’esilio e al lavoro nelle miniere del Chersoneso Taurico (Crimea), dove solevansi deportare i malfattori. Dice la tradizione che il pontefice romano trovò laggiù duemila cristiani esiliati e che li soccorse moralmente quale ministro e capo della loro religione, e materialmente con lo scoprire per miracolo una limpida e perenne sorgente, in una regione dove la mancanza d’acqua era causa di atroci patimenti. Un tal fatto e le predicazioni costanti permisero a S. Clemente di convertire al cristianesimo molti degli esiliati pagani, finché, giunto da Roma
l’ordine che tale propaganda avesse a cessare, il pontefice fu preso e gettato in mare con un’ancora legata al collo. (Fonte: Tutti i Papi.it)
ANACLETO (100-112)
Sotto S. Anacleto, successore di S. Clemente, continuò ad infierire la persecuzione. Vuole la leggenda che l’imperatore stesso interrogasse talvolta i cristiani, per confonderli e per indurli, con minacce di tormenti e di morte, a rinunciare alla loro religione. S. Anacleto si adoperò a mantener saldi nella fede cristiana i perseguitati e i condannati, a combattere le eresie e a preparar missioni per la propagazione del vangelo.
Si attribuiscono a lui la destinazione di un luogo particolare sul Vaticano per la sepoltura dei papi accanto alla tomba di S. Pietro e l’erezione di una cappella su questa tomba. Quella piccola chiesa divenne poi il famoso tempio di S. Pietro in Vaticano.
S. Anacleto fu condannato a morte, come i suoi predecessori, dopo lunghi tormenti.
EVARISTO (112-121)
Era greco, figlio di un ebreo di nome Guido di Bettlehem nella Siria e diventò Papa durante il regno dell’imperatore Traiano. Affidò ai sette diaconi ordinati da S. Pietro la cura di sorvegliare il Vescovo praedicantem propter stilum veritatis. Il Papa Cleto aveva ordinato venticinque preti, ed Evaristo distribuì fra loro i Titoli, ossia le principali chiese o parrocchie di Roma. Da ciò molti credono possa derivare l’origine dei titoli presbiteriali (dei cardinali preti). Aggiunse alcune cerimonie al rito della consacrazione delle chiese. Egli morì nel 121. Il «Liber Pontificalis» dice Martyrio coronatus est senza però che ciò sia provato storicamente.
Venne sepolto presso la tomba di S. Pietro.
È rappresentato presso una cuna, perché essendo oriundo di Bettlehem lo si diceva nato presso la stalla della Natività. Le due lettere ai vescovi d’Africa che gli vengono attribuite sono apocrife. (Fonte: Tutti i Papi.it)
S.ALESSANDRO I (121-132)
Romano di nascita, Alessandro, successore di Evaristo, giunse al pontificato dopo aver molto predicato in Roma, convertendo numerosissimi pagani. La storia ecclesiastica narra di lui che giovanissimo, fosse riuscito con la sua eloquenza a convertire un prefetto di Roma, Ermete, con la sua famiglia e con più di mille suoi schiavi.
Il suo interrogatorio da parte di un Aureliano, emissario dell’imperatore Adriano, e i tormenti che dovette subire sono narrati e descritti nelle storie dei martiri. (Fonte: Tutti i Papi.it)
SISTO I° (132-142)
Romano, della gente Elvidia, tenne il pontificato per nove anni ed alcuni mesi e assunse il titolo di Vescovo universale della Chiesa apostolica. Gli si attribuiscono regole per il culto ed i riti, e alcune decretali. Morì martire, e alcune sue reliquie vengono custodite in una chiesa della Lorena, dove le portò il cardinale di Retz, che le aveva avute in dono da Clemente X. (Fonte: Tutti i Papi.it)
TELESFORO (142-154)
Di questo papa (che fu il nono) come dei precedenti, la storia non registra alcun fatto importante. Se ne sa soltanto che, nativo della Magna Grecia, predicò in Roma, con grande ardore, contro gli adoratori degli Dei, riuscendo a convertirne molti, e che per questo fu condannato a morire.
Venne sepolto nel Vaticano presso la tomba di S. Pietro. (Fonte: Tutti i Papi.it)
IGINO (154-158)
Nato in Grecia, eletto papa nel gennaio del 154, ordinò i gradi del clero, distinguendo i vari uffici dei chierici. Scagliò l’anatema e la scomunica contro l’eresiarca Cerdone, contro i Marcioniti, e spiegò grande energia nel reprimere anche tutte le altre eresie di quel tempo. Morì dopo quattro anni di papato. (Fonte: Tutti i Papi.it)
S.PIO I° (158-167)
Nato in Grecia, eletto papa nel gennaio del 154, ordinò i gradi del clero, distinguendo i vari uffici dei chierici. Scagliò l’anatema e la scomunica contro l’eresiarca Cerdone, contro i Marcioniti, e spiegò grande energia nel reprimere anche tutte le altre eresie di quel tempo. Morì dopo quattro anni di papato. (Fonte: Tutti i Papi.it)
ANICETO (167-175)
Fatto saliente del pontificato di S. Aniceto fu la venuta in Roma di S. Policarpo, discepolo di S. Giovanni Evangelista e vescovo di Smirne, che molto contribuì a smentire gli eresiarchi e a far nuovi proseliti. La storia ecclesiastica registra alcune controversie fra papa Aniceto e quel santo, le quali vennero felicemente risolte. Anche S.Aniceto fu martirizzato.
Fatto saliente del pontificato di S. Aniceto fu la venuta in Roma di S. Policarpo, discepolo di S. Giovanni Evangelista e vescovo di Smirne, che molto contribuì a smentire gli eresiarchi e a far nuovi proseliti. La storia ecclesiastica registra alcune controversie fra papa Aniceto e quel santo, le quali vennero felicemente risolte. Anche S.Aniceto fu martirizzato.
SOTERO (166-174) . Questo papa è originario della Campania. Si hanno poche notizie di Lui. Sappiamo solo che a metà del II° Sec. Dionisio, vescovo di Corinto, scrisse una lettera di profonda gratitudine per il sostanziale aiuto economico che papa Sotero gli aveva mandato. All’epoca la solidarietà condivisa ed una certa comunione di beni erano una delle caratteristiche del Cristianesimo primitivo.
ELEUTERIO (174-189) Di Lui sappiamo che ricevette la visita di Ireneo, vescovo di Lione e profondo pensatore, i cui scritti furono letti con profondo rispetto nel corso dei secoli. Nel mondo antico si era soliti elaborare sistemi filosofici che spiegassero il mondo, la divinità e l’essere umano. Il Cristianesimo entrò ben presto in questa spirale di elaborazione e riflessione intellettuale. Nacquero le scuole di Antiochia e Alessandria, i grandi catechisti come Ireneo e i teologi ei pensatori come Clemente di Alessandra e Origene. Tutti cercavano di conoscere qualcosa di Dio e di spiegare le relazioni esistenti tra Cristo e Dio, e tra Cristo e l’essere umano.
VITTORE (189-198) durante il suo Pontificato scoppiò un’aspra disputa sulle date della Pasqua. Le Chiese dell’Asia Minore , affidandosi all’autorità dell’Apostolo Giovanni, celebravano la Pasqua Cristiana nella stessa data di quella ebraica, cioè il giorno 14 dopo il novilunio di primavera, L maggior parte delle Comunità romane,invece, celebrava la Pasqua la domenica successiva alla Pasqua ebraica. Vittore scomunicò le Comunità della sua diocesi che si scostavano dall’osservanza occidentale. Vittore fu il primo vescovo latino e il primo veramente monarchico di Roma, sebbene il potere vescovile fosse ancora poco strutturato. Amante della disciplina e deciso ad ottenere una Cristianità compatta, concentrò il potere nelle proprie mani e condannò con decisione monarchi ani, adozionisti e modalisti, cioè coloro che volendo salvare l’unicità di Dio riducevano Cristo a un essere umano adottato dal Padre. La drastica condanna di chi celebrava la Pasqua in una data diversa da quella della tradizione Romana sorprese tutti, e infastidì specialmente gli Orientali, che convocarono sinodi nell’area mediterranea nei quali si discusse con fervore sul tema fino al raggiungimento di un accordo. In ogni caso, sorprese la volontà di Vittore di imporre a tutte le Chiese la tradizione romana. In questo senso, l’episcopato di Vittore è una tappa significativa nel processo inarrestabile di conferma del Vescovo di Roma nei suoi rapporti con le altre Chiese, anche se, evidentemente non si può parlare ancora di alcun primato.
ZEFIRINO (203-220)
Del pontificato di Zefirino il più lungo del III° secolo abbiamo scarse notizie. S. Zefirino fu travagliato dalla quinta persecuzione, ordinata da Severo. Questo papa consolidò la supremazia pontificale sui vescovi e lottò contro le eresie dei Montanisti e degli Encratiti. Raddolcì la disciplina della Chiesa verso i cristiani colpevoli di adulterio e di immoralità. Lo storico Tertulliano, allora montanista, avversò questa decisione nel suo trattato Sulla Castità e Zefirino lo scomunicò. Il rimprovero di avarizia e di altri peccati che gli fu mosso dal primo antipapa scismatico Ippolito sembra non fosse meritato. Morì martire nel 200 e gli successe S. Calisto, che fece inumare i resti di lui nel suo cimitero sotterraneo. (Fonte:www.tuttiipapi.it)
Dopo Zeferino si susseguirono altri 15 Papi che non rivestirono una fondamentale importanza nella storia. Menzioniamo solo i nomi ed il periodo in cui vissero per non appesantire troppo il lavoro:
Callisto I° (221-227) – S.Urbano I°(227-233) – S.Ponziano (233-238) – S. Fabiano (238-253) – S. Cornelio (253 – 255) – Lucio (255 – 257) – S. Stefano (257 – 260) – S. Sisto II° (260-264) – S.Dionisio (261 – 272) – S. Felice I° (272-275) – S. Eutichiano (275-283) – S.Caio (283-296) – S.Marcellino ( 296-304) – S. Marcello I° (304-309) – S. Eusebio (309 – 311).-
Per oggi mi fermo qui ma prometto che continuerò Fernando



Ciao Fernando. Eccellente la presentazione sulla vita dei Papi. Vorrei sapere se quella promessa di continuare si è già avverata. Se gentilmente mi puo indicare il sito, perchè ti leggerò molto volentieri. Da annii, mi occupo della vita dei Papi, Sono apasisionato e curioso del argomento.
Auguri, e grazie per condividere le tue conoscenze col pubblico.
michelangelo.
eccellente comento, vorrei leggere il resto, ma dov’è?
Grazie Michelangelo dei complimenti. Continuerò! Continuerò! E’ il tempo che mi manca! Prometto che in questi mesi farò un altro passo avanti. Ogni tanto visitate questo sito. E’ probabile che per questioni di organizzazione del lavoro dovrò cambiare l’aspetto esterno del sito. Ma il contenuto rimane sempre quello. Abbiate fiducia! Un carissimo saluto da Fernando per tutti i lettori che non abbandonerò.